sabato 10 luglio 2021

Roger Federer, Wimbledon 2021: the uncertainty of the present and the certainty of the future. - Roger Federer a Wimbledon 2021: l'incertezza del presente e la certezza del futuro.

 Roger Federer è riuscito a raggiungere i quarti di finale di questa edizione di Wimbledon, superando le incertezze di una preparazione al torneo che non è stata perfetta come avrebbe voluto. Si sa, non sempre il recupero dopo un infortunio avviene sempre secondo le aspettative. Ci sono alti e bassi, può subentrare il dolore, la paura di farsi ancora più male, qualche piccola infiammazione e altre miriadi di variabili che fanno parte del nostro recupero corporeo.

Affrontare gli infortuni non è mai semplice, ancora di più quando questi incidenti di percorso mettono a repentaglio il tuo lavoro, la tua integrità, la tua necessità di prepararti seguendo degli schemi prestabiliti che sai che ti potrebbero portare alla vittoria.

Ecco, è come affrontare un esame all'Università sapendo di non aver potuto ripetere e pensare: se avessi avuto altre due settimane, sarebbe stato perfetto.

Purtroppo Roger non ha potuto studiare come avrebbe voluto, ma nonostante tutto, è riuscito a superare il suo esame con il pieno dei voti!

Se fossi in lui, sarei pienamente soddisfatto, e penso che lo sia. Certo, un po' di tristezza, non tanto per aver perso l'opportunità di avvicinarsi alla finale, quanto il rammarico per non aver potuto controllare la situazione come avrebbe voluto.

Guardando le cose con questa ottica, credo che Federer abbia disputato uno dei suoi migliori Wimbledon, risultando più vincente di sempre. Ha saputo rischiare, mettersi in gioco, provare a trovare gli appoggi, senza la solita sicurezza acquisita, prepararsi al torneo giocando il torneo stesso.

Roger, che forza! Per me hai vinto tante finali tutte in una volta, e per questo, già soltanto per come hai disputato questo torneo, vincerai ancora tanto! Perché in queste due settimane di palestra hai assaporato vittorie faticosissime,anche nella sconfitta, rimanendo fedele al tuo amore per il tennis.


Cristiano Bartolomei

sabato 19 giugno 2021

Un Roger da Roland Garros perde il ritmo sull'erba di Halle

 Credo che sia importante giocare senza riserve, lasciarsi andare, non va bene essere concentrati su uno stesso obiettivo. L' erba di Halle rende la superficie velocissima, si fa fatica a prendere il ritmo, ritmo che Federer aveva acquistato sulla terra. Non posso sapere come si sia sentito a Parigi, ma credo che gli avrebbe fatto bene crederci fino alla fine, senza il timore di togliere qualcosa al prossimo Wimbledon. Gli avrebbe fatto bene anche per distogliere l'attenzione dal torneo al quale tiene tanto. Se avesse vinto con Berrettini avrebbe raggiunto i quarti di finale, risultato comunque straordinario. E poi, chissà... Non bisogna dimenticare che spesso le vittorie sopraggiungono quasi inaspettatamente, proprio quando senti di avere poco da perdere. Era successo lo stesso al suo rientro in Australia, con una vittoria straordinaria contro Nadal. 

Quando si rientra dopo tanto tempo, in genere è così, la prima partita va benissimo, si gioca con desiderio e con istinto, la seconda va sempre peggio, semplicemente perché si inizia a pensare troppo e gli automatismi che ritornano, risvegliati dalla memoria tennistica, di colpo sembrano venire meno.

Come riacquistare il ritmo su una superficie dove si chiude il punto al massimo dopo 4 colpi? Tanto palleggio sotto pressione, come se fosse un campo lento. La chiusura d'istinto, veloce, ce l'hai già, non hai bisogno di acquistarla, almeno non quanto il ritmo. 

Il problema è che quando iniziamo a crescere facciamo le cose come se la nostra fosse una corsa contro il tempo, con il timore che la nostra occasione possa essere l'ultima. Ma dobbiamo ricordare che questa stessa sensazione l'abbiamo provata anche anni prima, dunque, non dipende dall'età.

Felix ha fatto il Federer e Roger non è mai entrato in partita, ha giocato con il freno a mano tirato. Così, i muscoli non si scaldano, le gambe ti sembrano pesanti e la fiducia viene meno.

La fiducia in sé stessi, che parolone. All'improvviso ci scopriamo umani, ma il talento rimane, basta trovare la strada giusta per farlo riemergere. Dopo un infortunio si continua a fare costantemente un giro di prova, ancora sotto test, ma il test è stato ampiamente superato in precedenza. Chiunque pagherebbe oro per giungere agli ottavi al Roland Garros e per tanti sarebbe una vittoria. E questa vittoria, per Roger, rimane, basta prenderne coscienza.

Cristiano Bartolomei

mercoledì 16 giugno 2021

Novak Djokovic: Roland Garros 2021

Djokovic ha disputato un torneo fantastico, ha superato mille difficoltà battendo giocatori di altissimo livello, riuscendo a recuperare partite che sembravano già perse. La cosa più bella di questi grandi giocatori è la conapevolezza di essere entrati a far parte di un mondo che, pur vedendoli avversari, li comprende.
Ricordo le parole di Federer dopo aver perso una delle finali di Wimbledon, quando aveva sottolineato, pur uscendo sconfitto, la soddisfazione di aver fatto parte di quella partita.
Ecco il senso di questi "incontri", vivere simultaneamente le stesse emozioni, contribuire vicendevolmente alla realizzazione dell'evento, indipendentemente dalla possibilità di prevalere sull'altro.
Mi ha colpito lo sguardo di Nadal rivolto a Djokovic, dopo averlo battuto nella finale degli Internazionali di Roma di quest'anno, il suo volto che esprimeva un atteggiamento consolatorio e altruista verso l'avverario. Essere un vero campione è soprattutto questo, gioire delle proprie vittorie senza dimenticare le proprie sconfitte, cosa si prova, quanto sacrificio c'è dietro ogni palla colpita, dietro ogni traguardo o momentaneo fallimento.
Ogni giocatore esprime il proprio modo di essere, il sacrificio, la sensibilità, una profonda umanità.
Cosa trascina il pubblico fino alla fine della partità? Cosa, se non il pathos, nel senso più classico del termine, la partecipazione profonda ad un legame che si instaura tra pubblico e tennista.
Nole ha palato di due voci opposte che si alternavano nella sua testa, dopo aver perso i primi due set con Tsitsipas, scofitta o possibilità di vittoria. E' riuscito a far prevalere la seconda, tenendo viva la speranza. Un grande insegnamento, il bisogno di credere fortemente in sé stessi, senza paura.
Penso che abbia vinto, prima che il Djokovic giocatore di tennis, l'uomo Djokovic, con le sue debolezze e con la sua profonda umanità. Spesso ci soffermiamo superficialmente sull'istinto emozionale che ci coinvolge, facendo il tifo per una persona o per un'altra, mentre sarebbe più giusto riuscire ad avere una visione d'insieme e sentirci parte di quella stretta di mano finale che rappresenta, non solo la fine di una partita, ma il proseguimento di un viaggio che continua a compiersi davanti ai nostri occhi.

Cristiano Bartolomei


giovedì 11 marzo 2021

Federer - Evans, 10 marzo 2021 - Doha

 La partita è stata bella e intensa e sapevo che Federer avrebbe giocato bene. Credo che si sia preparato alla perfezione, senza trascurare nessun aspetto del suo gioco. La percentuale delle prime palle di servizio è stata altissima, la prova più evidente della sua concentrazione. Nei momenti più importanti del match è stato straordinario, ha giocato in maniera istintiva, attingendo a quel bagaglio da fuoriclasse, a quella risorsa infinita che è tipica dei campioni. Perché certi colpi non si insegnano, fanno parte del DNA, sono espressione concreta di un modo di sentire le cose che è meravigliosamente unico. Come alcuni scrittori del passato che hanno riempito le pagine della letteratura, scrivendo frasi che rimarranno per sempre nella nostra storia, perfette per indicarci la strada giusta da percorrere, dei piccoli tesori da custodire e dai quali attingere nei momenti di difficoltà, così Roger ha aggiunto un piccolo capitolo al suo diario, al nostro racconto. Chi gioca o ha giocato a tennis conosce benissimo le sensazioni che si hanno, rientrando nel circuito dopo tanto tempo. Un anno è davvero un bel fardello non tennistico da elaborare. Si, tutto ti riesce bene, quasi come prima, ma in alcuni momenti si avverte la sensazione di dover ricominciare da capo:
qualche errore di troppo, la senibilità nel colpire da alcune zone del campo che viene contaminata da dubbi e ripensamenti, passi troppo veloci o troppo lenti, distanze che sembrano cambiare sorprendentemente e l'impatto con la palla che non sembra più lo stesso.
Tutto superato, non senza sacrifici, non senza la pressione di voler fare bene fin da subito.
Una delle cose che fa davvero la differenza è poprio la preparazione, accurata e profonda, affrontata con dedizione e sacrificio. Il vero talento comprende anche questo aspetto, spesso trascurato, la capacità di lavorare sui dettagli, di mettersi sempre in discussione, fino agli ultimi aggiustamenti prima della competizione. Federer ha sorriso dopo alcuni errori commessi, perché già conosceva il finale di questa nuova storia, ci ha consegnato una bozza, quasi perfetta, così, scritta a mano; poterne apprendere piccole cancellature e incertezze rende tutto ancora più affascinante, come un antico manoscritto che ritorna alla luce.

Crsitiano Bartolomei

mercoledì 16 settembre 2020

Stadio Adriano Panatta al Foro Italico: quando?

Mio padre mi portava spesso a Roma in occasione degli Internazioni di tennis ed ho avuto la possibilità di veder giocare Adriano Panatta dal vivo, durante la Coppa Davis contro l'Inghilterra. 
Il gioco di Adriano era la manifestazione naturale dei gesti, avresti detto che il tennis lo aveva inventato lui da solo: la fluidità, la bellezza dell'impostazione fisica in campo, l'eleganza nel colpire anche in situazioni di poco equilibrio, la racchetta che disegnava nell'aria immagini perfette che ribattevano la palla come per magia. La cosa che colpiva maggiormente era il clima del campo centrale, il pubblico che gridava: A-dria-no! seguito dagli applausi fatti in maniera cadenzata. Era una vera e propria arena dell'antica Roma, una popolarità ed un tifo di tipo calcistico che creava un'atmosfera quasi surreale.
Un'immagine così bella sopravvive per sempre, soprattutto perché rimanda a qualcosa di più profondo, alla sensazione che il tuo campione preferito esprima il tuo ideale, una realtà traslata nel tempo e nello spazio che si concretizza nel campo da tennis.
Adriano Panatta non è stato un giocatore, ma il giocatore, quello ideale, del sacrificio, della semplicità, dell'espressione della bellezza.
Il concetto di campione comprende molteplici aspetti della nostra umanità che vanno oltre lo sport,
sublimano un'esistenza di vittoria e affermazione, un modello di equilibrio in evoluzione nel quale rispecchiarsi ai confini della realtà.
La popolarità raggiunta negli anni '80 aveva radici più profonde, senza voler sminuire nessuno: le informazioni giravano, ma meno velocemente, l'immaginario collettivo parlava di gesta, con meno immagini di riferimento e più aderenza alla realtà vissuta.
Cosi, Adriano Panatta è stato un gladiatore di fama mondiale e le sue gesta sono divenute leggenda: un tifo così profondo in un campo da tennis non l'ho mai né visto né sentito.
Il più grande di tutti i tempi? E' difficile poter fare una scelta, non bastano i risultati, contano soprattutto le emozioni.


Cristiano Bartolomei

martedì 31 gennaio 2017

Australian Open 2017: la parola a Roger Federer!

Roger ha parlato con la sua racchetta, ha messo fine alle infinite discussioni che dal 2013, anno sfortunato, avevano riempito le pagine bianche di inutili parole sul suo calo di rendimento, sul suo tramonto tennistico. Ma quale tramonto! Il suo tennis non ha eta', persino Rod Laver durante qualche intervista ha accennato  alla grandezza del tennis di Federer, esaltandone la classicita'.
Come una moderna Odissea o Iliade, Federer unisce diverse generazioni, firmando le sue imprese come un bellissimo quadro d'autore, un dipinto di Leonardo che sopravvive attraverso i secoli.
Quanta bellezza, toni vivaci, poesia, anima, profonda emozione!
Non sono rimasto meravigliato dal risultato, semplicemente, Roger ha ripreso quello che gli spettava!
Non c'e' piu' spazio per i confronti, solo una naturale celebrazione.
.
Il vero amore non passa mai, il sentimento illumina eternamente il nostro cuore e i nostri pensieri, non lasceremo mai le persone che amiamo, non ci lasceranno mai. In tanta bellezza il giorno scorre in fretta e a volte la paura ci assale. Vorremmo che fosse per sempre!
Proviamo a fermare il tempo con un gesto, una carezza, una bella immagine che restera' eternamente nei nostri pensieri piu' dolci.
Il tempo di Federer non conoscera' il tramonto.


Cristiano Bartolomei



lunedì 8 giugno 2015

Without words - Thank you Novak!




Novak Djokovic, un campione corretto, umile, sincero, uno degli esempi più belli di talento e sportività.

Grazie Novak!

Cristiano Bartolomei




domenica 13 luglio 2014

Boris Becker about Roger Federer - Becker parla di Roger Federer

Boris Becker
Interesting article on tennisworlditalia.com

It's always better when champions talk about a player!

Interessante questo articolo su tennisworlditalia.com

E' sempre interessante quando sono i campioni a parlare dei giocatori!

Cristiano Bartolomei

martedì 8 luglio 2014

Roger Federer will win Wimbledon 2015 and other Grand Slam - Roger Federer vincerà Wimbledon 2015 e altri Slam


Per due giorni, dopo la finale di Wimbledon 2014 tra Roger Federer e Novak Djokovic, non sono riuscito a trovare le parole che avrei voluto sentire per cancellare in parte la malinconia che mi ha lasciato questa partita. Avrei voluto che Roger vincesse, per come ha giocato durante tutto il torneo, per la sua assiduità e serietà, per quel tennis brillante e sincero come il suo sguardo. Roger non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno, ho sempre scritto e pensato che non c’era bisogno di parlare di nessun ritorno, Roger c’è sempre stato. Sono stanco di leggere e sentire vuoti commenti sull’età, il calo, il cambiamento. E basta!! E’ possibile che non si riesca a commentare il gioco senza tirare in ballo considerazioni frustranti e distanti dalla realtà? Stiamo parlando di professionisti, di persone, e bisogna avere sempre il massimo rispetto per il lavoro degli altri. La stessa superficialità di certi commenti ce la ritroviamo, purtroppo, nella vita di tutti i giorni.
 Non sono mai stato tifoso di nessuna squadra e di nessun giocatore in particolare, ma rivedo in Roger molti aspetti del mio carattere, del mio modo di affrontare le situazioni. Alla fine sul sito http://www.ubitennis.com/blog/2014/07/06/federer-djokovic/ ho trovato un’analisi giusta e imparziale, ho trovato le parole di Federer.

Federer
Non sono in grado di dirvi se è stata una partita migliore o peggiore di quelle giocate con Murray e Roddick, sono partite diverse. Penso sia stata una buona partita, non credo di aver giocato il mio miglior tennis in assoluto ma insomma è stata una partita interessante. Sono contento di averne fatto parte.
Ero sorpreso di non riuscire a crearmi delle opportunità per fare il break, soltanto nel quarto quando ero sotto di un break ho cominciato a leggere meglio il suo servizio.
Essere in finale a Wimbledon è sempre bello, sono emozioni che non dimentichi sia che tu vinca o perda. Sono stato triste per pochi minuti, poi l’ovazione del pubblico, vedere la mia famiglia…  Certo, meglio uscire col trofeo del vincitore….
Io non so se sarà il mio ultimo Wimbledon, ma non lo sapevo neanche nel 2003. Non posso sapere cosa succederà. So che mi sento bene, che questo può essere un trampolino di lancio verso successi futuri
Sto cercando di lavorare duro, voglio essere pronto per la stagione americana.

Aggiungo alle sue parole quello che desidero e che penso sinceramente: Roger vincerà ancora i suoi Slam, ritengo che abbia tutte le carte in regola per mantenere il suo livello attuale tranquillamente per altri 10 anni!

Grande Roger!! Un saluto.

Cristiano Bartolomei

For two days after the 2014 Wimbledon final between Roger Federer and Novak Djokovic, I could not find the words I wanted to hear to clear part of the melancholy that left me this game. I wanted Roger to win, to how he played throughout the tournament, for his diligence and seriousness, for that brilliant tennis and sincere as his gaze. Roger does not need to prove anything to anyone, I've always written and thought there was no need to speak of no return, Roger has always been there. I'm tired of feeling empty and read comments on the age, the decline, change. It is enough! It 'may not be able to comment on the game without bringing up considerations frustrating and far from reality? We're talking about professional people, and you always have the utmost respect for the work of others. The same superficiality of some comments we find there, unfortunately, in the life of every day. 
  I've never been a fan of no team and no player in particular, but I see Roger in many aspects of my character, my way of dealing with situations. Eventually I found on the site http://www.ubitennis.com/blog/2014/07/06/federer-djokovic/ fair and impartial analysis, I found the words of Federer. 

Federer 
I am not able to tell you if it was a game better or worse than the ones played with Murray and Roddick are different matches. I think it was a good game, do not think I played my best tennis ever but still it was an interesting game. I'm glad to be a part of. 
I was surprised not to be able to create me the opportunity to make the break, only in the fourth when I was in a break I started to read better its service. 
Being in the final at Wimbledon is always nice, are emotions that do not forget whether you win or lose. I was sad for a few minutes, then the ovation of the audience, to see my family ... Of course, better to go out with the winner's trophy .... 
I do not know if it will be my last Wimbledon, but I do not even know in 2003. I can not know what will happen. I know that I feel good, that this can be a springboard to future success 
I'm trying to work hard, I want to be ready for the American season.  (Translated by Cristiano Bartolomei)


I would add to his words what I want and what I really think Roger will win yet his Slams, I think he has all the papers in order to maintain his current level safely for another 10 years! 

Great Roger!

Have a nice day!

Cristiano Bartolomei






lunedì 31 marzo 2014

Miami 2014 - Roger Federer the best!


Who is the world number 1 in tennis?
 Just watch this video to find out!

Chi è il numero 1 al mondo nel tennis?
Basta guardare questo video per scoprirlo!

Cristiano Bartolomei






lunedì 11 novembre 2013

Roger Federer won the ATP World Tour Finals 2013 - Roger Federer ha vinto l'ATP Wolrd Tour Finals 2013

No , it is not an error in the title. Roger Federer has won this 2013 edition of the ATP World Tour Finals for how he managed to achieve the qualification and how he played all the matches of the tournament.
Accurate and decided, fantastic match against Gasquet (he was the only one to beat the French so clearly ) , great talent and heart in the match against Del Potro ( this was the real final and he was visibly excited for the win! ) , fantastic even against Nadal. It would be enough for a bit of luck ... if that forehand to win the break had been in the court! But why not give the players a chance to enjoy the same rest time ? It 's absurd , in a tournament so important then ... It ends Monday ... Would be better to end it Tuesday ? What would you change ? Absolutely nothing .

Congratulations Roger ! You never went away! You played well in all areas of the court ! Games for framing!

Cristiano Bartolomei

No, non è certo un errore nel titolo. Roger Federer ha vinto questa edizione 2013 dell'ATP World Tour Finals per come è riuscito a raggiungere la qualificazione e per come ha giocato tutte le partite del torneo.
Preciso e deciso, partita fantastica contro Gasquet ( è stato l'unico a battere il francese in maniera così netta), grande talento e cuore nella partita contro Del Potro ( è stata questa la vera finale e lui era visibilmente emozionato per la vittoria!), splendido anche contro Nadal. Sarebbe bastato un pizzico di fortuna... se quel dritto lungolinea per vincere il break fosse rimasto in campo! Ma perché non danno la possibilità ai giocatori di usufruire dello stesso tempo di riposo? E' assurdo, in un torneo così importante poi... E termina di lunedì... non sarebbe meglio farlo finire martedì? Cosa cambierebbe? Assolutamente nulla.

Complimenti Roger! Non sei mai andato via! Grande risposta al servizio, hai giocato bene in tutto le zone del campo! Partite da incorniciare.


Cristiano Bartolomei





giovedì 17 ottobre 2013

The new coach of Roger Federer - Il nuovo coach di Roger Federer

How should be the new coach of Roger?

The main qualities: sensitivity and intelligence.

The technical knowledge I do not think it matters,

every tennis player is the best coach of himself!

The correct sensitivity is needed to awaken the winning instinct and safety in their own ability.

A very communicative and open person would give to Roger the best contribution: more pathos in the stands, more positive instinct with no signs of concern on his face!

Come on Roger!

Look at this nice video, made ​​for his Foundation:

http://www.youtube.com/watch?v=PLgCpsDI0Eg


Cristiano Bartolomei


Come dovrebbe essere il nuovo coach di Roger ?

Le principali qualità: sensibilità e intelligenza.

Il bagaglio tecnico non credo abbia molta importanza,

ogni tennista è il miglior coach di se stesso!

La giusta sensibilità è necessaria per risvegliare l'istinto vincente e la sicurezza nei propri mezzi.

Una persona molto comunicativa e aperta darebbe a Roger il miglior contribuito: c'è bisogno di più pathos in tribuna, più istinto positivo senza segni di preoccupazione sul volto!

Forza Roger!!!

Guardate questo bel video, realizzato per la sua Fondazione:

http://www.youtube.com/watch?v=PLgCpsDI0Eg


Cristiano Bartolomei

lunedì 23 settembre 2013

Roger Federer : better to let the players speak - cosa ne pensano gli stessi giocatori?


A short interview with Tim Henman, British Champion, about Roger Federer.  It's a very nice article published on Ticinonline:  http://www.tio.ch/News/Sport/755860/Perche-pensare-al-ritiro-di-Federer-meglio-goderselo/

I recommend it ... What do you think about it?

Cristiano Bartolomei


Una breve intervista a Tim Henman, campione britannico, concretizza il mio stesso pensiero. E' molto carino questo articolo su Ticinonline: http://www.tio.ch/News/Sport/755860/Perche-pensare-al-ritiro-di-Federer-meglio-goderselo/

Ve lo consiglio... Cosa ne pensate?

Cristiano Bartolomei

venerdì 6 settembre 2013

Murray - Wawrinka USA OPEN 2013

Stan frees all ... A win by playing so freely and having fun does really well to tennis and many fail to express the most of their game ...
It was a bit I admired the play of Wawrinka, the fluency of his shots and the power expressed almost effortlessly, just needed a few more victory and a bit of awareness. Congratulations!
I think this defeat will do well to Murray that too often starts the match on the defensive. You should never let your opponent set up the game, especially when you have a lot of offensive shots. The defense is always present, especially when you don't serve..
Speaking of Murray, it is increasingly difficult psychologically defend a title. It 's normal to lose, especially with a player so quiet and decided as it was Stan Wawrinka during the game.

Cristiano Bartolomei



Stan libera tutti... Una vittoria giocando così liberamente e divertendosi fa davvero bene al tennis e a quanti non riescono ad esprimere al meglio il proprio gioco...
Era da un po' che ammiravo il gioco di Wawrinka, la scioltezza dei suoi colpi e la potenza espressa quasi senza sforzo, mancava solo qualche vittoria in più ed un po' di consapevolezza. Complimenti!
Credo che questa sconfitta farà bene anche a Murray che troppo spesso inizia i match sulla difensiva: bisogna lasciar andar il braccio. Non si dovrebbe mai lasciar impostare il gioco all'avversario, soprattutto quando si hanno colpi molto offensivi. La fase difensiva è comunque sempre presente durante un incontro, soprattutto quando si gioca in risposta.
Parlando di Murray, è sempre più difficile psicologicamente difendere un titolo. E' normale perdere, soprattutto con un giocatore così tranquillo e deciso come lo è stato Stan Wawrinka nel corso della partita.


Cristiano Bartolomei

martedì 3 settembre 2013

Federer - Robredo: USA OPEN 2013


Roger entered the court undertone, it happens to everyone. There was a lot of humidity, there was also the expectation due to the rain, they are all elements that acquire more importance for those who take time to victory and chasing a result with all your strength. Federer had a lot of pressure on him, more than anyone else in this Slam. Do not forget that only a year ago, Federer was number 1, a conditioner and thought that loads of responsibility, do not forget that Roger is back from a back injury and should always juggle a thousand voices on the decline and shrinkage - but they did not speak never about the other thirtysomething? He did not play bad, he only lost the concentration on the many break points in his favor, and when you lose your concentration is dominated by distrust and anxiety about the possibility of error. Congratulations to Robredo for his solid tennis. Roger will come back to win soon, hopefully without too much anxiety and with the knowledge that his quality of play has not dropped at all, in fact, his physical condition has not diminished, not at all: just a little bit more confidence and attention to the present moment.

Roger è entrato in campo sottotono, capita a tutti. C’era molta umidità, c’è stata anche l’attesa a causa della pioggia: sono tutti elementi che acquistano più importanza per chi tiene tanto alla vittoria e insegue un risultato con tutte le forze. Federer aveva molta pressione addosso, più di chiunque altro in questo Slam. Non dimentichiamo che soltanto un anno fa Federer era il numero 1, un pensiero condizionante e che carica di responsabilità; non dimentichiamo che Roger è rientrato da un infortunio alla schiena e deve sempre destreggiarsi dalle mille voci sul declino e sul ritiro – ma perché non parlano mai degli altri ultratrentenni? Non ha giocato male, ha perso soltanto la concentrazione sulle numerose palle break a suo favore, e quando perdi la concentrazione predomina la sfiducia e l’ansia per la possibilità di errore. Complimenti a Robredo per il suo tennis solido. Roger tornerà a vincere presto, spero senza troppa ansia e con la consapevolezza che la sua qualità di gioco non è scesa per niente, anzi; la sua condizione atletica non è diminuita, tutt’altro: basta un pizzico di fiducia in più e l’attenzione al momento presente.


Cristiano Bartolomei

sabato 17 agosto 2013

Cincinnaty 2013: Federer comes back - Il ritorno di Federer

Federer è riuscito a concretizzare finalmente il suo gioco e per me è uscito vittorioso dalla partita, nonostante il risultato finale. Il campione svizzero ha dominato nel gioco da fondo riuscendo in ogni frangente a mettere in difficoltà Nadal. Avrebbe dovuto vincere in due set, ma non importa: è pronto per gli USA Open!
Come on Roger!!!! :-)))

sabato 27 luglio 2013

Feder su tio.ch

My comment on an article pubished

http://www.tio.ch/News/Sport/742582/Roger-Federer-e-in-declino-la-Coppa-Davis-e-l-unica-soluzione/Blog

Maintain the results achieved in 2012 and then confirm the first position in the world ranking, without losing points, it was not easy, but it would have been for anyone. We all know how tiring become No. 1, but even more reconfirm sample. It is not a question of age, we have all of the periods of decline, it takes no time to lose a little 'safety and coldness in the important moments. In tennis, the psychological factor matters more than you might think. If Roger had not lost prematurely at Wimbledon, most likely the subject touched in this article would have no reason to be discussed. Contrary to what you are reading at this time, I believe that Roger Federer is playing very well, always lucid, able to change the game when it is in trouble, even ready to change, to questioning to try to give the best of themselves . This is an attitude to be number 1, not as a player in decline. The fact that it did not win as you would expect is part of a much broader discourse, but not worrying. We must try to see everything from the body of the player, not mere spectators. One thing is certain, as I have read in this article: we have been used very well to his victories. But without losing the victories do not come. I would like coaching Federer, a great example of humility and dedication.

Cristiano Bartolomei